18 Gen Le belle della Galleria Palatina di Palazzo Pitti
Firenze è una città nota in tutto il mondo per i suoi Musei, tra i più blasonati gli Uffizi e la galleria dell’Accademia, ma per noi di askmeflorence un tour alla galleria Palatina non dovrebbe mai mancare!
La Galleria Palatina e i suoi tesori
La galleria Palatina si trova al piano nobile di Palazzo Pitti, residenza Medicea, Lorenese e Sabauda. Questa splendida e sfarzosa galleria è stata istituita tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento dalla famiglia Lorena. La collezione è strepitosa, la maggior parte delle opere sono appartenute ai Medici e se sei un appassionato di Raffaello, Tiziano o Rubens, non uscirai deluso da questa visita!!
In realtà la galleria è estremamente sfarzosa, in quanto le opere esposte coprono completamente le pareti delle sale con le loro preziose cornici dorate, proprio com’era il gusto del collezionismo del tempo! E come se non bastasse il tutto è arricchito dalla presenza di sculture, tavoli di pietre dure, tessuti meravigliosi e spettacolari affreschi nei soffitti (in buona parte realizzati da Pietro da Cortona).
Ci si può sentire un po’ persi, circondati da queste bellezze, tanto da non sapere esattamente cosa e dove guardare! Abbiamo deciso di dare un taglio al femminile e di dirvi intanto quale sono per noi le tre “Belle” della Palatina da non perdere!
Raffaello, Madonna della seggiola
Il dipinto prende il nome dalla poltroncina su cui è seduta la Madonna, una sedia camerale riservata agli alti dignitari della corte papale. Per noi è uno degli abbracci più belli della storia dell’arte. La madonna stringe a sé il bambin Gesù, il cui gomito occupa il centro esatto dell’opera, con dietro il san Giovannino, la cui presenza rende equilibrata tutta la scena. Lo sguardo della madonna, dolcissimo, è rivolto verso lo spettatore, a stabilirne un rapporto diretto.
Oltre alla grazia di questa pittura l’abbigliamento e l’acconciatura della Madonna incuriosiscono tutti i visitatori. Abbigliamento e acconciatura sono infatti inusuali, inconsueti quasi esotici. Un’opera semplice, naturale, solo apparentemente. Raffaello scelse il formato del tondo, spesso adottato nel Rinascimento fiorentino, che presenta notevoli difficoltà e per questo adottato dai pittori, per dimostrare il perfetto controllo ed uso della prospettiva. Raffaello, costruisce le figure in maniera sapiente, seguendo un andamento circolare. E circolare è anche il vortice di affetti, di carezze, di sorrisi che l’opera ci infonde.
Raffaello- La Velata
Questa opera d’arte rappresenta una donna, giovane, ritratta di tre quarti, ma con lo sguardo verso lo spettatore. Occhi neri, penetranti, così come neri sono i cappelli raccolti e il fondo dell’opera, in contrasto con il volto rosato e l’abito chiaro. E’ lei la Velata, così chiamata per via del lungo velo che le incornicia il viso e le copre il capo. Questo ricorda molto l’iconografia della Vergine, ma qui sta ad indicare la condizione della donna sposata. Il sontuoso abito che indossa, i ricami dorati, il diadema tra i capelli e la collana di perle ambrate intorno al collo, ci indicano l’elevato stato sociale della donna.
Ma è proprio l’abito prezioso che Raffaello cerca di esaltare, mettendo in risalto, grazie all’uso sapiente dei colori, i differenti materiali. In primo piano le pieghe della manica ed i relativi giochi di luce sono straordinari, tanto che l’opera venne anche chiamata “Il ritratto di una manica”. Un mistero l’identità della Velata, c’è chi dice essere l’immagine della Fornarina, la donna amata da Raffaello, o forse, più semplicemente, un ritratto di una ragazza “idealizzata”.
Tiziano, La bella
Non potevamo che chiudere il nostro articolo se non con quest’opera chiamata appunto “la Bella” di Tiziano, ormai maturo che si consacra come grande artista e ritrattista della scuola veneziana. La donna dipinta diventa icona assoluta della bellezza rinascimentale, con la tipca fronte alta, spaziosa, il volto bianco, ma con le guance arrossate, le sopracciglia fini ed i capelli color Tiziano appunto, quel biondo mielato ambrato, raccolti anche se una treccia sfugge via! Tiziano ci racconta l’essenza di questa ragazza e lo fa con il colore. E’ questa la sua forza, la potenza della scuola veneta. Il colore, grande protagonista, è magnifico nel vestito blu damascato o nella manica amaranto tagliata da cui escono gli sbuffi di lino della veste sottostante. Le finiture dorate, la collana d’oro e la cintura con pendenti che contenevano le paste profumate, contribuiscono ad impreziosire un opera per noi emozionante.
La galleria Palatina raccogliere tante altre opere d’arte per tutti i gusti!
Contattaci e raccontaci i tuoi interessi noi di Ask me Florence faremo una visita basta proprio su questo e di certo potremmo ammirare insieme queste Belle della Palatina! Ti aspettiamo!